Ocean Cleanup

4 giugno 2015

Boyan

Ben otto milioni di tonnellate di plastica vengono gettate nei mari ogni anno causando gravissimi danni ambientali, economici e alla salute degli animali e dell’uomo. I rifiuti di certo non finiscono da soli negli oceani, ma da oggi forse le acque riusciranno a ripulirsi in autonomia, o quasi, grazie all’invenzione del giovanissimo Boyan Slat. Fino ad oggi si ipotizzava che ripulire gli oceani con metodi tradizionali, non fosse soltanto un costo esorbitante, ma anche un processo davvero troppo lungo che avrebbe generato enormi quantità di CO2 e con il rischio di mettere a repentaglio la vita di moltissimi animali marini. Il progetto ideato dal ventenne olandese, invece, prevede l’utilizzo delle naturali correnti marine per far si che i rifiuti si depositino passivamente all’interno di una barriera artificiale. 

Eight million tons of plastic are thrown into the seas each year causing serious damage to the environment, economy and health of animals and humans. Waste certainly not end up alone in the ocean, but now the waters of the latter will be able to clean up independently, or almost, thanks to the invention of young Boyan Slat. Until now it was assumed that clean up the oceans with traditional methods, it is not only an exorbitant cost, but also a process really too long that would generate huge amounts of CO2 and with the risk of endangering the lives of many marine animals. The project designed by the Dutch of twenty years old, Boyan, instead involves the use of natural sea currents to ensure that the waste being deposited passively inside an artificial barrier.

The Ocean Cleanup è il nome di questo innovativo metodo che permette di ripulire milioni di chilometri quadrati di fondali marini. Si stima che in soli 10 anni si potrebbe rimuovere circa il 42% dei rifiuti plastici presenti nel Pacifico, ovvero approssimativamente 70.320.000 kg di rifiuti. Il primo a sperimentare questa nuova tecnologia sarà il Giappone; per il 2016 è prevista l’istallazione di una barriera di 2000 metri, che diverrebbe così la struttura galleggiante più grande del mondo. La barriera sarà posizionata al largo della costa dell’isola di Tsushima, a metà tra il Giappone e la Corea del Sud, e sarà operativa per almeno due anni. Entro cinque anni, l’obiettivo di Boyan è quello di ripulire la Great Pacific Garbage Patch, ossia la chiazza di rifiuti del Pacifico tramite un sistema di barriere lungo 100 chilometri.

The Ocean Cleanup is the name of this innovative method that allows to clean up millions of square kilometers of seabed. It is estimated that in just 10 years it could remove about 42% of plastic waste in the Pacific, or approximately 70.32 million kg of waste. The first to experiment this new technology will be Japan; for 2016 it is planned the installation of a barrier of 2000 meters, which would thus become the world’s largest floating structure. The barrier will be positioned offshore of the island of Tsushima, midway between Japan and South Korea, and will be operative for at least two years. Within five years, the goal of Boyan is to clean up the Great Pacific Garbage Patch through a system of barriers along 100 kilometers.

Ocean Cleanup

Ad ogni modo, crediamo sempre che ripulire il pianeta sia giusto e doveroso, ma evitare di inquinarlo renderebbe il tutto più semplice: ricordiamoci che il tutto dipende da noi, soprattutto nei piccoli gesti quotidiani.

However, we always believe that cleaning up the world is right and proper, but avoid polluting it would make it more simple: let us remember that everything depends on us, especially in small everyday gestures.

Images credits: The Ocean Cleanup

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